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Attorno a noi In Italia Ecologia e territorio E bravi i nostri senatori: ora il taglio della coda e delle orecchie ai cani è consentito

boxer-foto-CorbisL’ultima volta avevo esordito con un “E bravi i nostri eurodeputati!”, riferendomi alla vergognosa legge sulla vivisezione, appena approvata dal parlamento europeo. Questa volta l’incipit è “E bravi i nostri senatori!”. Si tratta infatti di una faccenda consumata a Palazzo Madama, anche se a partenza da Strasburgo, in recepimento di una normativa europea più che benemerita. Era dal 1987 che aspettavamo una legislazione ad hoc sul traffico di cuccioli dai paesi dell’est Europa.

Per ovvi doveri professionali, ho assistito, nelle ultime decadi, all’evoluzione di questo business, iniziato in sordina negli anni 80. Raggiunto un certo benessere con l’avvento degli anni 60 e 70 (televisioni, automobili, scooter e lavastoviglie cominciavano ad essere acquistate anche dalla classe operaia) anche il cane, e in seguito, il gatto diventava un oggetto del desiderio di facile acquisizione. Qualcuno si accorse che in paesi come Ungheria, Polonia ed ex Jugoslavia si allevavano numerose razze di cani appetite dagli europei e segnatamente dagli italiani.

Collie (la famosa Lassie), pastori tedeschi (il celeberrimo Rin Tin Tin), dalmata (La carica dei 101) si potevano acquistare in Ungheria con una cantata per rivenderli sul mercato italiano guadagnandoci sopra il 1000 / 2000 %. In pochi anni vennero organizzati centri di raccolta di cuccioli (famoso quello ungherese ai confini con la Jugoslavia), dove gli allevatori locali portavano centinaia di cuccioli strappati precocemente alla madre che venivano caricati su TIR in grado di passare le frontiere con Austria e Italia in punti “giusti”.

Quando il camion, con dentro 600 cuccioli arrivava dal “grossista”, la prima cosa da fare era liberare dal pianale quei 150 morti di fame, sete e stenti durante il viaggio. Poi, i furgoni dei negozianti stipavano gli altri nell’abitacolo per prendere le più diverse strade italiane e collocare il prodotto al cliente. Un’altra pesante quota moriva a casa di quest’ultimo, dopo due o tre giorni, per parassitosi e malattie infettive (parvovirosi, cimurro ecc.), ma anche questa quota era tutta compresa negli stratosferici guadagni che provenivano dai sopravvissuti.

Dal 1987 si aspettava una legge che sanzionasse pesantemente questo laido business ed è ora arrivata, appunto in Senato. È addirittura previsto il carcere per chi continua a trafficare cuccioli con repubblica Ceca, Polonia e Ungheria. Ovviamente se qualcuno si aspetta che il reato di traffico illecito di cani venga veramente punito con la galera è o ignorante o illuso. Non si finisce dentro per stupro, figuriamoci per avere importato qualche cucciolo.

Peccato che, in margine al recepimento di questa legge, sotto la spinta di allevatori cacciatori e armieri, soprattutto la Lega (ben accompagnata dal PDL) abbiano in sostanza abolito le sanzioni che riguardano il taglio di orecchie, code ed altre estremità di cani e gatti. Rimane il reato, ma si possono tranquillamente strappare le unghie al gatto, perché manca la pena. Un classico esempio di cinismo politico italiano. E bravi i nostri senatori al governo!

da Tiscali rubriche - di Oscar Grazioli

Italia - Ecologia e territorio

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