PD Limbiate

aeb gelsia 022018È di ieri mattina la notizia: i vertici delle società pubbliche che fanno riferimento al gruppo AEB/GELSIA sono stati iscritti nell’albo degli indagati per le ipotesi di reato di corruzione e turbativa d’asta.

In questi casi, la piena fiducia nell’azione della magistratura è d’obbligo per garantire l’iter giudiziario previsto dalla nostra costituzione.

 Ma in silenzio assoluto non possiamo stare: durante il nostro governo della città di Limbiate, abbiamo provato a riformare GELSIA e l’intero sistema delle società pubbliche, rendendolo meno dipendente dal Comune di Seregno e provando a creare le condizioni per costruire un soggetto pubblico più solido e più capace di affrontare le sfide che il mercato del gas e dei rifiuti richiedono.

Non ci è stato permesso e si è preferito intraprendere strade diverse piuttosto che ragionare su proposte innovative e di lungo respiro, che nel campo rifiuti significa costituire una società pubblica unica tra le diverse presenti in Brianza, capace di essere un vero punto di riferimento della nostra Provincia, con il fine di arrivare al ciclo integrato dei rifiuti.

Si è scelto invece di privilegiare logiche di mantenimento dello status quo, di corto respiro e di prospettiva limitata, e proprio seguendo quella logica, la nostra città, la nostra provincia, le nostre società pubbliche del gruppo AEB/GELSIA, vengono ora infangate da accuse infamanti.

Già nello scorso mese di settembre, dopo le ipotesi di corruzione e sospetto di infiltrazioni mafiose nel Comune di Seregno che hanno interessato il sindaco, Edoardo Mazza (FORZA ITALIA) ed il vice sindaco, Giacinto Mariani (LEGA NORD), i Presidenti dei Consigli di Amministrazione delle società AEB, GELSIA e GELSIA AMBIENTE, avrebbero dovuto dimostrare un sussulto di dignità e dimettersi, visto che erano appena stati arrestati coloro che avevano deciso le loro nomine ai vertici delle società.

Ed invece sono rimasti ai loro posti, liberi di gestire operazioni strategiche fino ai fatti di ieri mattina, quando la Procura di Monza ha ipotizzato per ben 7 di loro, i reati di corruzione e turbativa d’asta.

È con rinnovata determinazione che facciamo rilevare le responsabilità politiche in capo a FORZA ITALIA e LEGA NORD per essere giunti a questa deplorevole situazione.

Noi del Partito Democratico di Limbiate riteniamo che non ci possa essere alternativa, oggi, alle dimissioni. Che il Comune di Limbiate faccia la propria parte affinché si apra una stagione di discontinuità e di rinnovamento.

Sandro Archetti, Consigliere comunale del Partito Democratico di Limbiate

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