PD Limbiate

libia-022015"La situazione in Libia ha raggiunto livelli estremamente allarmanti, ed è giusto che l’Italia contribuisca ad un’iniziativa della comunità internazionale all’altezza della complessità e della drammaticità del quadro sul terreno". Così la vicepresidente della Camera, Marina Sereni.

"La divisione tra Tobruk e Tripoli, la mancanza di dialogo e i conflitti armati tra le diverse fazioni e autorità libiche stanno favorendo l’avanzata di ISIS in aree e città di importanza strategica.

Non possiamo correre il rischio di azioni unilaterali, non condivise con tutti i principali attori dell’area e con le massime istituzioni sovranazionali. Non possiamo ripetere errori del recente passato. Qualsiasi iniziativa, politico-diplomatica e militare, va assunta in un quadro di legalità internazionale e con la più ampia condivisione possibile.

Anche in Italia questo è il momento dell’unità e della responsabilità, della cautela e della determinazione se davvero vogliamo contrastare la minaccia e la violenza di ISIS. Guai a noi se trasformassimo anche questa delicatissima questione in una delle tante beghe di politica interna, buona per qualche polemica o qualche titolo ad effetto".

La vicesegretaria del PD, Debora Serracchiani a margine di un incontro ha ribadito: "L'Italia sta ponendo il tema dell'emergenza immigrazione da molti mesi e abbiamo detto che è un tema che va affrontato a livello internazionale: l'Onu deve mettere in campo l'intervento più deciso, dobbiamo aumentare gli sforzi politici e diplomatici, e naturalmente l'Italia farà la sua parte".

"Chi conosce la Libia sa quanto sia drammatica e delicata la situazione in questo momento. In questa fase occorre quindi dimostrare la massima cautela ed evitare posizionamenti precipitosi che rischiano di provocare guasti e derive pericolose", ha dichiarato Patrizia Toia, capodelegazione PD al Parlamento Europeo, a nome della delegazione.

"L'opzione militare restringe radicalmente lo spazio della riflessione politica e della diplomazia e non va quindi evocata a cuor leggero. Dalla caduta del raìs Muhammar Gheddafi questo Paese è sprofondato in un vortice di frammentazione e violenza, che ha creato un terreno fertile per l'avanzata dello Stato Islamico". – ha proseguito l'europarlamentare – "La situazione è estremamente complessa e il primo passo per intraprendere un serio ragionamento è il monitoraggio delle forze in campo. Non bisogna dimenticare, inoltre, che sono in atto negoziati volti a trovare una soluzione politica".

"Ogni iniziativa e ogni intervento dovranno essere svolti con l'ONU e l'Unione Europea, ricordando che un accordo politico efficace necessita il pieno coinvolgimento degli attori regionali e degli stati mediterranei a ridosso della Libia." – ha concluso Toia – "Per quanto riguarda l'Ue, da tempo chiediamo che l'azione politica, economica e culturale verso il Mediterraneo sia una priorità, non solo perché è il nostro confine, ma perché da lì arrivano la minaccia più complessa e le grande tragedia dell'immigrazione e della tratta degli esseri umani".

Il responsabile Esteri del PD Enzo Amendola ieri aveva dichiarato: "Serve unità, giovedì discuteremo alla Camera".

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Privacy e Cookie.