limbiate cento parole 2021Lo stimolo del nostro Segretario nazionale Enrico Letta ci ha portato a produrre un nostro documento di riflessione sule proposte e le analisi espresse all’Assemblea Nazionale del 14 marzo 2021 e che intendiamo confrontarle con tutto il nostro corpo elettorale di Limbiate.

Di seguito trovate l'elaborato che abbiamo inviato alla Direzione nazionale.

  1. Nessuno si salva da solo: salute, scienza, cooperazione dopo l’anno più buio
    Dare voce agli iscritti è un ottimo punto di partenza, grazie; la consultazione della base deve essere un approccio strutturale, no a scelte unilaterali. Siamo concordi la salute è un punto focale da tenere a mente anche dopo i discorsi di insediamento. Nessuno si salva da solo! L’attuale relazione Stato/Regione non ci fa essere tutti uguali. Salute pubblica sempre! Da ridefinire e riequilibrare, a favore dello Stato, il confronto Stato/Regioni, la medicina di territorio alle Regioni ma indirizzi, linee guida e di spesa allo Stato. La tecnologia al servizio della conoscenza integrata del paziente.

  2. Il nuovo multilateralismo: Italia globale dei diritti e della solidarietà
    Il fatto è che le redini del mondo sono in mano sempre alle nazioni più ricche. Riteniamo fondamentale rinforzare la capacità della cooperazione può essere punto di sviluppo globale, anche la cooperazione si deve fare globale. Gli accordi multilaterali sono utili se davvero escono dalla supremazia del G20. Siamo d’accordo ma restiamo concentrati perché l’inclusione di altri paesi deve prevedere un rapporto paritario che tuteli tutti davvero, lo scioglimento dei confini commerciali non deve favorire le grandi multinazionali a scapito delle realtà più piccole; le regole concordate devono tenere conto della realtà territoriale (capacità di sviluppo, competitività ecc.).

  3. Un abbraccio tra giovani e anziani: per un nuovo patto tra generazioni
    Il concetto posto in questi termini pare azzardato, vogliamo il patto generazionale ma non ci sembra già pienamente realizzato. In pandemia ci stiamo occupando degli altri, soprattutto degli anziani ma dobbiamo fare in modo che questa cosa abbia fiato anche dopo la fase emergenziale. Cambiare è l’obiettivo a cui tendere, non colpevolizzare, anche i giovani stanno subendo il periodo, va favorito lo sviluppo di una nuova cultura che dia maggiore consapevolezza dell’importanza di “essere per gli altri” non solo nell’emergenza. Fondamentale l’incontro tra generazioni, un auspicio che vede coinvolti tutti quanti, il discorso intergenerazionale è cultura! 

  4. Divari di genere, le donne al centro della nuova agenda democratica
    Siamo uno dei pochi circoli della zona ovest ad alta presenza femminile, siamo fucina di accoglienza di persone e idee diverse, questo è un vanto. Siamo contenti della consapevolezza degli errori ma le donne pagano da sempre un prezzo più alto e la pandemia ha solo fatto acutizzare temi e questioni irrisolte dalla società e dalla politica. il PD ha il problema che le donne non sono al governo del PD! Le donne l’Agenda la devono scrivere insieme agli uomini! Ogni donna va esortata all’emancipazione e alla consapevolezza di sé, aldilà del ruolo sociale, della scelta lavorativa o familiare.

  5. Partecipazione e il binomio “anima-cacciavite”: il nostro nuovo approccio
    Ci troviamo d’accordo su quanto proposto se con la parola cacciavite intendiamo lo strumento per allentare e rafforzare gli strumenti che già abbiamo, da usare di più e con maggiore consapevolezza. Questa strategia può creare il sub strato giusto per darci maggiore concretezza nell’azione politica, da troppo tempo non abbiamo fiducia nel nostro modo di fare politica.
    Insistere sulle tecnologie che possono allargare i confini del partito attendiamo le Agorà democratiche.

  6. Voto ai sedicenni e Università Democratiche: il PD partito dei giovani
    Riconosciamo al Segretario un’attenzione particolare alla sfida che riguarda la partecipazione dei giovani, portata avanti ben prima di diventare Segretario. Si alle Università Democratiche e a politici che sanno fare il loro mestiere. Il circolo non si trova unanime sul voto ai sedicenni, la discussione ha fatto emergere la volontà di una rappresentatività più proporzionata, anche con i sedicenni, a fronte di un cambiamento a livello culturale che formi questi ragazzi (diritto e filosofia dalle medie) in modo che possano fare scelte consapevoli. Una possibilità per il futuro. Molto importante l’Educazione Civica percorso da ricostruire nel tempo.

  7. Insegnare, il mestiere più bello del mondo
    Si alla multidisciplinarietà, agli studi integrati e agli investimenti ma necessario restituire valore all’insegnamento e agli insegnanti, meritocrazia e salari migliori per chi, con passione e dedizione, si impegna per educare e istruire. Da affiancare agli studi di materia anche studi pedagogici. La classe dirigente nasce solo quando c’è una base culturale e relazionale solida e costruita nel tempo, vanno riformate le scuole nella struttura fisica e umana, la scuola deve accogliere e non punire, valorizzare senza escludere condividiamo il pensiero espresso, la rinnovata scuola deve essere costruita dal basso, ascoltando chi la vive e ne vive.

  8. Non siamo il partito del potere
    Non siamo i salvatori della Patria! Possiamo andare in opposizione. In tutto questo periodo non abbiamo portato avanti i temi e le idee del Partito ci siamo limitati ad affrontare gli accadimenti storici, cercando sempre di “metterci una pezza”. Orgoglio o presunzione? Non è compito del Partito stare sempre al Governo il compito del Partito è fare del suo meglio per comprendere la società in cui viviamo e i suoi bisogni. Se la proposta è: prendiamo il tempo per trovare il senso e dare forma concreta alle idee e portiamole nel mondo questo Circolo c’è!

  9. Un nuovo centrosinistra
    Sulle alleanze i dubbi non mancano, il M5S sembra cambiato e cresciuto, rimangono ancora perplessità dovute alla storia degli ultimi anni. Se riusciamo a comprendere, per primi noi, l’importanza della nostra azione di perno del centrosinistra allora le alleanze sono possibili e auspicabili. Si a dialogo e incontro, ci sono dei temi comuni ma molto da lavorare anche per dare agli iscritti la possibilità di comprendere il valore dell’incontro con altri interlocutori. Abbiamo dei contenuti e una posizione di forza per essere generatori di nuovi modi di stare insieme. Dialogo, lealtà e apertura vanno sostenute dai fatti.

  10. Il governo Draghi
    Abbiamo fatto bene, aderire ad un Governo dove, per una volta, sono gli altri a dover spiegare la ragioni del loro cambio di passo è vantaggioso! Ma il vero protagonista è Draghi, sta facendo il possibile per uscire dalla pandemia, anche economica, dobbiamo lanciare le nostre idee a lui senza farci distrarre da chi continua a fare le solite pagliacciate. Il nuovo Segretario ha dimostrato di saper essere pungente quando serve forse guardare da “lontano” il suo Partito gli ha dato una visione più ampia. Deve continuare ad essere l’espressione di tutto il Partito. Il problema comunicazione rimane.

  11. Per una società più inclusiva: Ius soli, sostenibilità, protezione dei vulnerabili
    Sì allo Ius soli, adesso, oggi! è troppo tempo che siamo distratti, di diritti bisogna parlare e i diritti non sono secondari a nessun’altra situazione. Basta paura di essere criticati è una questione di civiltà, persone nate e cresciute in Italia sono privati dei diritti e doveri che spettano ad ogni cittadino. È il momento politicamente, questo caratterizza l’azione del Partito insieme alla progressività fiscale, è una rivendicazione di sinistra e ne dobbiamo andare fieri. Sì all’inclusione ma necessarie reti sociali, sì alla sostenibilità produttiva e ambientale, fondamentale la protezione del lavoro che abbassa il debito.

  12. Next Generation EU per ripartire
    Il rappresentante delle PMI punto di attenzione verso le aziende più piccole, di solito poco considerate, storicamente la sinistra si occupa della classe operaia delle grandi industrie e non delle classi sociali di questo genere, appannaggio della destra. Lavoro tema principale, in tutti i contesti produttivi, da rivedere i contratti, trasparenza e diritti anche nel mondo del lavoro. Ok gratificare chi paga le tasse, pagarle dovrebbe essere prerogativa del cittadino responsabile, non molto concordi sul termine premio. Sì al fisco amico, fiducia reciproca, da combattere burocrazia, difficoltà di applicazione delle disposizioni e cultura dell’aggiramento delle disposizioni in materia fiscale.

  13. L’economia della condivisione e il rafforzamento dei corpi intermedi 
    Il termine rivoluzione suona come salto di qualità, l’economia della condivisione deve coinvolgere il Terzo Settore come interlocutore di valore; non è facile calcolare il valore produttivo di un volontario ma la forza dell’esperienza deve essere riconosciuta. Il Terzo Settore spesso tappa i buchi e arriva dove non arriva lo Stato. Assolutamente d’accordo nella distribuzione delle azioni dove possibile, per le PMI forse meglio il welfare aziendale diventato un modo di andare verso i dipendenti. Da recuperare e ridiscutere il rapporto con i sindacati.

  14. Rapporto con i territori: il partito della prossimità
    Da recuperare e ridiscutere il rapporto con gli amministratori locali. Sì alla prossimità, non solo nel rappresentante ma come modalità di azione politica, il lavoro dei Circoli può essere ampliato e intensificato se sostenuto da un contatto più diretto e snello con gli altri livelli del Partito.

  15. Le tre sfide europee
    Finalmente lo sguardo diverso che tanto si aspettava, ci sono degli spiragli di dialogo e lavoro comune. Ciò che si è visto in questo anno è la protezione sociale da parte dell’Europa. Con quali strumenti possiamo rendere questo sostegno parte di un nuovo modo di stare insieme in Europa? Si al nuovo patto di stabilità che permette investimenti nel green e nel sociale dove si avranno meno vincoli.

  16. La Conferenza sul Futuro dell’Europa per una nuova Unione
    Il Circolo è concorde su tutta la linea, crede nell’uguaglianza e nei diritti come valore strutturale, ci impegneremo per lavorare sui temi che verranno proposti dalla Conferenza. Questi i passaggi della Risoluzione che riteniamo importanti: “la lotta contro le disuguaglianze nell'UE è una responsabilità condivisa che richiede un impegno congiunto e azioni a tutti i livelli di governo; … dette autorità sono spesso responsabili dell'attuazione della legislazione dell'UE e di promuovere l'uguaglianza e la diversità; … che, nel contesto del sistema europeo comune di asilo e della sua riforma, occorre garantire un'adeguata protezione dei richiedenti appartenenti a gruppi vulnerabili, tra cui le persone LGBTIQ”.

  17. La democrazia malata
    Il Circolo ha dibattuto molto e in modo animato su questo punto, si ritengono importanti e validi tutti i punti proposti ma basta farsi distrarre da facili stereotipi o pregiudizi. Molti dubbi sul Gruppo Misto in Parlamento che sembra accogliere i parlamentari che non riescono ad avere un’idea chiara sul proprio operato. Corretto avere il diritto di portare avanti le proprie idee ma nel rispetto dell’elettore o del Gruppo che si rappresenta. Quale riforma elettorale?

  18. Il rapporto tra noi: non maschere, ma volti
    Volti, vogliamo volti, riconoscibili e conosciuti. Abbiamo per troppo tempo cercato il leader, no al partito completamente verticale o orizzontale ma “libertà di discussione, unità d’azione”. Il Segretario è e deve essere persona di fiducia nel quale riconoscere il proprio Partito. Da ritrovare il confronto tra vertici ed elettori. Da tempo sembriamo avere un problema di identità ma in realtà i temi identitari ci sono abbiamo smesso di ritenere importante la loro diffusione, no alla paura dell’idea.

  19. Il digitale: trasversale a economia, società e politica
    Da tempo nel Circolo si discute dell’importanza del digitale, parte della nostra vita ma ancora non abbastanza utilizzato per divulgare le idee e validi percorsi di azione politica. Il digitale è strumento da usare e non da subire. Il Partito non nasce digitale, ed è un bene, ma deve riuscire ad integrare questo nuovo modo di comunicare per rispondere alla società che si va delineando. Possiamo fare molto se riconosciamo il potenziale del digitale, senza scimmiottare l’utilizzo altrui, dobbiamo trovare il “nostro modo” di fare politica anche con il digitale. Circoli di persone e circoli digitali uniti nella comunicazione.

  20. Che partito: leaderistico, orizzontale o democratico?
    Crediamo sia tempo di coniugare le diverse anime che hanno costituito il Partito Democratico perché diventi, una volta per tutte, il perno del Centro Sinistra italiano. Sì al pensiero sfaccettato e diversificato come punto di valore, capacità di perseguire gli obiettivi in modo unitario basata su relazioni leali; sì al confronto che dà spazio alle proposte senza la necessità di trasformarsi in correnti di potere. Un potere condiviso e consapevole nelle mani di gruppi dirigenti ben assortiti composti da politici che non hanno bisogno di portare avanti battaglie personali per emergere ma trovano nell’autorevolezza del Partito la loro espressione.

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  21. Come organizzare le Agorà Democratiche?
    Ricontattare i votanti alle primarie. Incontri tematici aperti ad iscritti e simpatizzanti con la presenza della Segreteria Nazionale. Feste dell’unità democratica da realizzare anche in forma ridotta ma invitando musicisti, artisti, autori, economisti ecc. non solo luoghi fisici e mentali per adulti ma momenti per tutti, famiglie, bambini, giovani. Investire e incentivare su Radio Immagina. Creare momenti di confronto tra le diverse compagini del Partito (GD, Donne Dem, ecc.)
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