La regione ci chiede di restituire oltre 247.000 €uro.

Comunicato stampa delle opposizioni in Consiglio Comunale di Limbiate.

"Finlombarda e Regione Lombardia hanno presentato il conto al Comune di Limbiate: dobbiamo restituire ben 247.312,39 euro per i lavori nel centro storico in via Mazzini.

La realtà dei fatti, scritta nero su bianco dagli stessi uffici comunali, è inesorabile: 136.000 euro vanno persi perché le imprese del territorio non hanno partecipato al bando imprese, e il resto viene revocato perché l'Amministrazione non è stata capace di terminare i lavori dell'opera pubblica entro la scadenza del 30 settembre 2025.

Tra rinvii, ritardi nella progettazione e la scelta di far partire i cantieri con mesi di ritardo, la pezza è peggio del buco: la Giunta ha persino deciso di NON fare ricorso per non rischiare di essere esclusi da futuri bandi regionali. Invece di difendere i soldi dei cittadini, si subisce in silenzio.

Il Consigliere Papa del Movimento 5 Stelle commenta così: “Quanto successo e’ l’ennesima dimostrazione che questa Amministrazione comunale e’ oramai arrivata alla frutta. La relazione tecnica scritta dagli uffici comunali ci dice che l'appalto è stato aggiudicato dalla Stazione Unica Appaltante a dicembre 2024, ma poi leggiamo che l’Amministrazione comunale ha preferito non iniziare i lavori in inverno, firmando l'avvio solo il 19 marzo 2025 e decidendo di sottoscrivere un contratto che prevedeva 240 giorni lavorativi di tempo per finire i lavori. Chiunque sappia fare un calcolo elementare capisce che, partendo il 19 marzo con 240 giorni lavorativi, era matematicamente impossibile rispettare la scadenza tassativa regionale del 30 settembre 2025, condannando coscientemente il Comune a sforare i tempi del bando e a perdere il contributo regionale.

? Oltretutto - aggiunge il consigliere De Giorgio - ci piacerebbe sapere come giustificheranno alla Corte dei Conti la decisione di non fare ricorso legale contro Finlombarda, rinunciando ad una difesa definita fondata dagli stessi uffici comunali, solo per ragioni di opportunità politica e di convenienza nei rapporti con la Regione”.

? “Questa vicenda non può essere liquidata come un semplice incidente amministrativo” - continua il consigliere del Partito Democratico Domenico Di Lucca. “La perdita di oltre 247 mila euro di risorse pubbliche impone una riflessione sulle modalità con cui sono stati programmati e gestiti i lavori di via Mazzini. I consiglieri hanno il dovere di esercitare la loro funzione di controllo quando sono in gioco risorse pubbliche così rilevanti.

? La vicenda di via Mazzini deve rappresentare un momento di chiarezza e di assunzione di responsabilità. Le risorse pubbliche appartengono alla comunità e ogni euro perduto impone il dovere di spiegare ai cittadini cosa è accaduto e come si intenda evitare che simili episodi possano ripetersi”. “Vorremmo inoltre riflettere” - conclude la consigliera Cristina Ursino e segretaria del Circolo PD Limbiatese - “sul lavoro dell'Amministrazione con i commercianti. Nonostante i molti incontri con le associazioni di categoria, ci sono state pochissime adesioni al bando. Ciò che non è stato spiegato sono i criteri e le criticità di un'operazione che avrebbe dovuto dare slancio al commercio locale e che si è tradotta praticamente solo con un grosso sconto sulla TARI e poco altro. Ancora una volta si 21 sbandiera il cappello "eccellenza" senza aver costruito una progettualità stabile ed essere riusciti a spendere fattivamente delle risorse a disposizione. E adesso, a parte pagare, quale sarà il prossimo passo”?

? Secondo il consigliere Lodola di Limbiate Solidale “Il problema vero non sono tanto i ritardi nel cantiere, ma la non rilevanza del progetto di riqualificazione del centro perché non esiste una visione di lungo termine. La via è certamente più gradevole, ma non sono state affrontate le questioni fondamentali: gestione del traffico e incentivi al commercio.
Per questo fanno rabbia i quasi 250.000 euro in più che devono mettere i limbiatesi."

Movimento 5stelle, Partito democratico, Limbiate Solidale.

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