Due giorni fa vittoria splendida.
“Due giorni fa è stata una giornata splendida per la democrazia italiana, ringrazio quelli che hanno votato no e quelli che hanno votato sì”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nel corso della conferenza stampa nella sede della Stampa Estera a Roma. “Un’affluenza così alta – ha aggiunto – è un chiaro messaggio politico su cui Meloni deve riflettere. Questa è una vittoria popolare straordinaria la cui eco arriva ben oltre i nostri i confini. È la dimostrazione che dall’Italia cominceremo a battere le destre nazionaliste“.
Pronti alle elezioni in qualunque momento, governo in difficoltà
“Essendo la segretaria della prima forza di opposizione posso dire che in qualunque momento ci saranno” le elezioni politiche “noi ci faremo trovare pronti. E’ chiaro che ci sono delle difficoltà nel governo, le vedete anche in queste ore: proprio poco fa siamo riusciti a far calendarizzare una nostra mozione di sfiducia, firmata insieme a tutte le opposizioni, alla ministra Daniela Santanche'”.
Calendarizzare la legge elettorale il giorno dopo dimostra che non hanno capito il voto
“Il fatto che abbiano scelto di calendarizzare la legge elettorale il giorno dopo il referendum dimostra che non hanno capito niente di questo voto. Dovrebbero fare un bagno di umiltà e capire quali sono i bisogni del Paese”.
“C’è un premio di maggioranza talmente ampio che permette alla maggioranza di eleggere il presidente della Repubblica, un premio enorme. Poi inserire il nome del premier sul programma è un antipasto di premierato e sono per noi inaccettabili. Voglio sperare che Giorgia Meloni abbia capito dopo il referendum che si deve fermare sul premierato”, ha aggiunto Schlein.
Primarie? definire subito il programma, poi accordo sulla scelta della leadership
“Sono fiduciosa che troveremo un accordo su tutto come abbiamo sempre fatto. Sulle modalità per costruire il programma dell’alternativa, non partiamo da zero ma c’è del lavoro da fare. Chiederei ai colleghi che questo lavoro non lo facciamo da soli ma coinvolgendo i milioni di persone che sono andati a votare al referendum. Oggi – ha sottolineato Schlein – la priorità è capire come tenere un filo e non disperdere quella mobilitazione. È questo che dobbiamo definire subito con i colleghi. Lo dirò ai miei colleghi ma anche ai movimenti che si sono impegnati ne referendum pensando magari anche a un grande appuntamento”.
“Poi – ha spiegato – sono certa che ci metteremo d’accordo sulla modalità della scelta della guida. Ho sempre detto che sono disponibile a qualunque modalità, anche alle primarie se le sceglieremo”. Così come , ha precisato “si può fare un accordo che può essere sulla leadership a chi prende un voto in più alle politiche ma anche sulle primarie”.
Il PD ha compattamente votato NO al referendum
Quello della sinistra per il sì è stato “un argomento molto utilizzato dal fronte del sì e della premier, ma la risposta l’hanno data gli elettori. Il Pd è stato il più compatto votando no, quasi il 90%. E’ stato l’elettorato più fedele alle indicazioni di partito. Non sono stupita da questo risultato”.
La richiesta di dimissioni di Santanché è un segnale di debolezza: la maggioranza voti la sfiducia
“Non avevamo bisogno degli ultimi episodi, come quello di Delmastro, per constatare l’incapacità del governo. Dalla nota di ieri della premier Meloni il segnale di debolezza è evidente, la crisi è profonda. Mi aspetto che anche la maggioranza voti la mozione di sfiducia a Santanché”. A chi chiede se la premier Giorgia Meloni debba dimettersi, Schlein risponde: “noi batteremo Meloni alle prossime elezioni politiche, in qualunque momento si andasse a votare”.
Energia: puntare sulle rinnovabili, in Spagna il gas pesa solo il 15% sul prezzo
“Il nostro Paese ha un problema da tempo, di cui non si può dare la responsabilità solo a questo Governo, di fortissima dipendenza dalle fonti fossili che hanno implicazioni evidenti sulla geopolitica. Non possiamo più essere dipendenti dalle fonti fossili né passare dalla dipendenza da Putin a quella da Trump. Io ho contestato la posizione di Meloni al Consiglio europeo che chiede di sospendere l’Ets, la misura principale per ridurre questa dipendenza: se non si investe nella creazione di una filiera di produzione di energia rinnovabile in Italia, soprattutto al Sud, ti consegni a una nuova dipendenza, quella dal gls di Trump. Non mi sembra una strategia brillante né a livello italiano né europeo”.
“Anche in Spagna c’è ancora il gas– ha sottolineato Schlein- ma lì fa il prezzo dell’energia solo per il 15% del tempo, come chiarito da Sanchez, mentre in Italia è dell”89%. Noi da anni proponiamo di disaccoppiare il prezzo dell’energia da quello del gas, perché in nessun altro Paese il gas pesa così tanto nella formazione del prezzo unico nazionale. Questo Governo è incomprensibilmente ostile alle rinnovabili, che sarebbero fondamentali per il rilancio del Paese anche nell’ottica di un piano industriale europeo”.
Una grande iniziativa dei progressisti europei ad aprile
La segretaria dem ha anche annunciato di star organizzando con Sanchez “una grande iniziativa in Spagna ad aprile, sarà l’occasione per rivedersi con tutte le altre forze progressiste europee con cui condividiamo battaglie, valori e speranze”.
Autonomia differenziata, legge Bongiorno: da cancellare subito
“La prima legge del Governo Meloni che cambierei da premier? Faccio fatica a trovare una priorità, ma una delle cose da affrontare con più urgenza è questa autonomia differenziata, che nonostante sia stata per gran parte smontata dalla Corte costituzionale il Governo sta cercando di portare avanti aggirando la sentenza con quello che rimane e andando avanti con le preintese con le Regioni”. Non da meno, da cambiare sarebbe anche “una legge che ancora non hanno finito di approvare, quella che riguarda la piaga strutturale della violenza di genere”. La legge Bongiorno, da cestinare perché con Meloni, ricorda Schlein, “ci eravamo accordate personalmente per approvare la legge sul consenso, per far fare un salto di civiltà al Paese. Abbiamo fatto l’accordo, l’abbiamo approvata all’unanimità alla Camera, ci eravamo anche applauditi. Com’è possibile che 4 giorni dopo quell’accordo sia stato strappato e sostituito con la legge Bongiorno? che fa fare un passo indietro alla lotta alla violenza. Io spero di non dover aspettare di vincere le elezioni per convincere Giorgia Meloni a tornare indietro “.